Percorso Tour de France 2026: 5 tappe da non sottovalutare

Il Tour de France 2026 si appresta a prendere il via da Barcellona. L’organizzazione, come da tradizione, ha proposto un percorso ricco di insidie e con peculiarità quasi uniche che rendono la corsa spettacolare e incerta. Abbiamo già individuato le cinque tappe chiave della Grande Boucle, quelle che quasi sicuramente andranno a incidere sulla classifica generale e l’esito finale della corsa. Ora facciamo un passo indietro e proviamo a guardare da vicino cinque frazioni che possono prestarsi a molteplici interpretazione. Non le più dure della corsa, ma comunque giornate che non andranno prese sotto gamba e possono prestarsi a molteplici sviluppi.

Tappa 2: Terragona – Barcellona (Stadio Oilimpico) 168,5 chilometri 

La prima tappa in linea in un Grande Giro è sempre un terno al lotto. I corridori al via hanno le energie al massimo e proveranno a far di tutto per provare a lasciare il segno. Il nervosismo sarà al massimo e a questo si aggiunge il fatto che il finale è tutt’altro che banale. Un circuito da affrontare tre volte con lo strappo del Castello di Montjuïc che farà da giudice ultimo. 1600 metri al 9,3% con il tratto finale al 14%. Uno strappo da classica, ma nel ciclismo di oggi chiamerà in avanscoperta i big della generale. Viene difficile pensare che, di fronte a un ipotetico scatto di Mathieu Van der Poel, uno come Tadej Pogačar possa restare a guardare. E di conseguenza anche gli altri grandi favoriti. Battaglia annunciata e chi non è al 100% rischia di lasciare per strada secondi preziosi.

Tappa 3: Granollers – Les Angles 195,9 chilometri

Al terzo giorno di corsa il Tour de France farà rotta verso i Pirenei. Non una tappa durissima, come si può intravedere dal profilo altimetrico, ma negli ultimi 90 chilometri si viaggia costantemente sopra i 1000 metri di altitudine. Una frazione troppo complessa per i velocisti, ma forse troppo facile per poter pensare di far differenze tra gli uomini di classifica. E quindi? Largo alla fuga. E potrebbe essere un’azione di un gruppetto molto nutrito anche perché a questo punto potremmo già avere un favorito in Maglia Gialla, che potrebbe aver piacere a cedere il simbolo del primato ad altri. Tutti ingredienti che lasciano pensare alla più classica delle fughe bidone. E attenzione perché non sarebbe una sorpresa che qualcuno che riesce ad avvantaggiarsi in giornate come queste, poi riesce a tener botta in classifica fino all’ultimo.

Tappa 10: Aurillac – Le Lioran 166.6 chilometri

Dopo il primo giorno di riposo, la corsa propone una tappa sul massiccio centrale, con arrivo a Le Lioran. Non si affronteranno salite durissime, ma di fatto negli ultimi 80 chilometri non c’è un attimo di respiro, con un costante su e giù e il Col de Pertus non scherza, con tratti che toccano il 12%. Sarà una giornata da interpretare: tra i big potrebbe prevalere l’attendismo, con una fuga lasciata libera di partire, ma c’è chi potrebbe pagar dazio la ripartenza dopo il riposo. Finale imprevedibile, in una giornata che potrebbe lasciare il segno sulla classifica generale.

Tappa 14: Mulhouse – Le Markstein (Fellering) 155,3 chilometri

Questa tappa non è stata inserita tra quelle chiave perché abbiamo ristretto il cerchio a 5, altrimenti ci sarebbe stata di diritto. Una giornata durissima sui Vosgi: 155 chilometri con tre GPM di prima categoria e pochissima pianura con gli uomini di classifica che saranno chiamati allo scoperto. Il Col du Haag, l’ultima ascesa, è posto a soli 6 chilometri dall’arrivo e ci sarà margine per solcare grandi differenze. Con il Grand Ballon a inizio tappa, c’è anche la possibilità per qualche uomo attardato in classifica di poter provare a muoversi da lontano, per provare a guadagnare terreno. Tanti scenari, per una giornata che si preannuncia entusiasmante.

Tappa 18: Voiron – Orcières-Merlette 185,2 chilometri

La frazione più facile del trittico alpino, non va comunque sottovalutata. L’arrivo in quota a Orciéres-Merlette potrebbe passare senza che nessuno se ne accorga, almeno tra gli uomini di classifica, ma in una corsa come il Tour de France nulla è scritto in partenza. L’ascesa conclusiva è tutta attorno al 7% e si terranno alte velocità. A ruota si potrebbe star molto bene, ma la giornata storta è dietro l’angolo ed sarà necessario tenere alta la concentrazione. Anche qui, lo scenario della fuga è tra i più plausibili. La classifica sarà lunga, ma oltre alla battaglia per il successo ci sarà anche quella per i piazzamenti, che condizionerà le tattiche delle varie squadre.

 

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